{"id":263,"date":"2006-12-21T06:34:00","date_gmt":"2006-12-21T06:34:00","guid":{"rendered":"http:\/\/adastra.plgo.org\/?p=263"},"modified":"2006-12-21T06:34:00","modified_gmt":"2006-12-21T06:34:00","slug":"pierio-valeriano-por-floriana-calitti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/adastra.plgo.org\/?p=263","title":{"rendered":"Pierio Valeriano por Floriana Calitti"},"content":{"rendered":"<p>Es una de las obsesiones [y razones]  para que no me olvide del lat\u00edn que comenc\u00e9 a balbucear en 1989. Con el deseo de compartir con los interesados algunas noticias que he ido recopilando a lo largo de los \u00faltimos 14 a\u00f1os, comenc\u00e9 un peque\u00f1o espacio en geocities, que se puede consultar en este enlace:<\/p>\n<p><span>http:\/\/www.geocities.com\/gregorovivs\/pierio\/pierioresourcecenter.htm<\/span><\/p>\n<p>All\u00ed traduje una nota de Floriana Calitti.<\/p>\n<p>El original puede consultarse en:<\/p>\n<p><span>http:\/\/www.italica.rai.it\/rinascimento\/cento_opere\/valeriano_hieroglyphica.htm<\/span><\/p>\n<div>Gli Hieroglyphica  di Valeriano (il titolo completo dice: &#8220;Geroglifici, ossia commentari sulle sacre lettere degli Egiziani e di altri popoli&#8221;), vera enciclopedia antiquaria di immagini simboliche in cinquantotto libri, hanno una storia editoriale tormentata: pubblicati per la prima volta a Basilea presso Michele Isingrino nel 1556, con dedica a Cosimo de\u2019 Medici, sono di nuovo stampati nel 1567, ancora a Basilea (presso Tommaso Guarino), in una versione accresciuta di due libri di pi\u00f9 evidente ispirazione neoplatonica, composti da Celio Agostino Curione, figlio del celebre umanista erasmiano Celio Secondo. L\u2019opera, con l\u2019appendice di Curione, divenuta ormai inseparabile dal testo originario, ebbe una diffusione amplissima tra il Cinquecento e il Seicento, e fu pi\u00f9 volte ripubblicata, tradotta in italiano, francese, tedesco (circa 34 edizioni nelle varie lingue).<br \/>Particolarmente fortunata la traduzione italiana a opera di alcuni letterati senesi e Accademici Intronati, come Bellisario Bulgarini (secondo libro) e Scipione Bargagli (quarto libro), edita a Venezia presso Giovanni Antonio e Giacomo de\u2019 Franceschi nel 1602, con il titolo di Ieroglifici overo commentari delle occulte significazioni degli Egizzi e d\u2019altre nationi. Il mutato clima spirituale e culturale impose, per\u00f2, significative modifiche al testo: il nome del dedicatario del secondo libro di Agostino Curione, l\u2019eterodosso Theodor Zwinger, fu infatti sostituito dall\u2019 &#8220;eccellentissimo medico e filosofo&#8221; Agostino Gadaldino. Manca una edizione moderna dei Hieroglyphica: alcuni brani sono antologizzati nell\u2019antologia curata da Gennaro Savarese e Andrea Gareffi, La letteratura delle immagini nel Cinquecento, Roma, Bulzoni, 1980.<br \/>Il lento ma costante crescere e costituirsi del corpus iconologico di Valeriano si lega all\u2019interesse diffuso, negli ambienti culturali neoplatonici, per gli Hieroglyphica di Orapollo editi per la prima volta a Venezia nel 1505 da Aldo Manuzio. L\u2019ideazione ed elaborazione dell\u2019opera avvenne in gran parte nella Curia romana, dove l\u2019autore visse gli anni decisivi delle sue scelte e dei suoi progetti letterari, tra il 1510 e il 1530. Sono presenti, infatti, diversi accenni alla cabala e al ruolo di iniziatore e maestro che svolse a Roma in questa disciplina il cardinale agostiniano Egidio da Viterbo. La stessa interpretazione simbolica delle favole antiche, custodi di una sapienza riposta, come il mito di Orfeo divenuto immagine di Cristo, viene elaborata da Pierio Valeriano sul fondamento dell\u2019ermetismo di Egidio.<br \/>Ogni libro degli Hieroglyphica, introdotto da una lettera di dedica a un personaggio di rilievo della cultura contemporanea, svolge una trattazione organica sul significato simbolico di oggetti, pietre, piante, animali, figure geometriche, numeri, attributi mitologici, espressioni dell\u2019uomo e fenomeni della natura, opportunamente scelti in relazione al dedicatario.<br \/>A Egidio da Viterbo, a esempio, \u00e8 indirizzato il libro XVII, relativo alla cicogna, simbolo di piet\u00e0 e vigilanza; a Achille Bocchi il VII, sul cervo, nel quale riallacciandosi ad una discussione avuta proprio con Bocchi su quella specie di uomini che invece di apprezzare gli amici sinceri \u00e8 piuttosto sensibile agli adulatori, scrive: &#8220;Ora un principal geroglifico appresso gli Egiziani era questo del cervo, che volendo significare questa cecit\u00e0 di giudizio dipingevano il cervo allettato dalla zampogna, accioch\u00e9 se cotali lacci ne fosser tesi, sapesse l\u2019uomo d\u2019ingegno quello che dovesse principalmente fuggire&#8221; (Savarese-Gareffi, pp. 92-93). Ancora: a Iacopo Sannazaro \u00e8 dedicato il libro XX sulla fenice, con una interessante allusione all\u2019immortalit\u00e0 della poesia latina; a Sadoleto il XXI, sullo sparviero simbolo della rapacit\u00e0 che dilaga in tutta Europa, ma che colpisce la corte pontificia in particolare; a Vittoria Colonna il XXII, sulla colomba, simbolo di vedovanza fedele; ad Angelo Colocci il XXIII, sul cigno, che, secondo il mito di Er, nella repubblica platonica, \u00e8 l\u2019animale in cui si reincarna Orfeo, e quindi diviene metafora di canto poetico.<br \/>Nel dare sistemazione organica a un vastissimo materiale, attinto dai pi\u00f9 disparati campi, Valeriano mirava a creare un linguaggio costituito di sole immagini, confondendo il significato del geroglifico egizio con quello del simbolo, in senso morale o emblematico. Nella sua sintesi enciclopedica rivivono le pagine di Orapollo accanto alle opere naturalistiche, storiche e geografiche di Aristotele, Eliano, Solino, Pausania, Plinio il Vecchio. Lo sforzo combinatorio dell\u2019umanista sembra voler unire, in un vero e proprio universo simbolico fittizio, tutto il mondo antico da Theuth a Claudiano, da Ermete Trismegisto a sant\u2019Agostino, mediante un &#8220;discorso muto da concepirsi con la mente attraverso le immagini delle cose&#8221; (&#8220;mutam quandam orationem per rerum imagines mente concipiendam&#8221;).<br \/>La fortuna dell\u2019opera si iscrive all\u2019interno dell\u2019enorme sviluppo che la letteratura e teoria delle immagini ebbe nel corso del secolo (una particolare diffusione con la trattatistica legata alle imprese e agli emblemi), divenendo veicolo straordinariamente veloce ed efficace di problematiche religiose, morali e politiche.<br \/>Un\u2019attenzione particolare aveva meritato da Erasmo l\u2019&#8221;aenigma sententiae&#8221; (&#8220;l\u2019enigma dell\u2019espressione&#8221;): \u00ab Se qualcuno conosceva e penetrava profondamente le propriet\u00e0 delle singole cose, l\u2019essenza e natura particolare di ciascun animale, costui alla fine, messe insieme le congetture di quei simboli, coglieva il senso segreto dell\u2019espressione\u00bb (Erasmi Roterodami, Proverbiorum, Ferrariae, 1514, p. 154).<\/p>\n<p>Floriana Calitti<\/div>\n<p align=\"justify\">Los <em>Hieroghlyphica <\/em>de Valeriano (el t\u00edtulo completo reza: \u201cJerogl\u00edficos, o comentarios sobre las letras sagradas de los Egipcios y de otros pueblos\u201d), verdadera enciclopedia de antig\u00fcedades en cincuenta y ocho libros, tienen una tortuosa historia editorial: publicados por primera vez en Basilea por Michele Isingrino en 1556 y dedicados a Cosme de M\u00e9dicis, fueron impresos nuevamente en 1567, tambi\u00e9n en Basilea (por Tom\u00e1s Guarino), en una versi\u00f3n aumentada con dos libros de evidente inspiraci\u00f3n neoplatonica, compuestos por Celio Agostino Curione, hijo del c\u00e9lebre humanista erasmiano Celio Secondo. La obra, con el ap\u00e9ndice de Curione que se torn\u00f3 inseparable del texto original, tuvo una difusi\u00f3n ampl\u00edsima en el Cinquecento y el Seicento, y fue reimpresa con frecuencia, mayormente traducida al italiano, franc\u00e9s, tudesco (alrededor de 34 ediciones en varias lenguas).<br \/>Particularmente afortunada fue la traducci\u00f3n italiana de la obra por algunos literatos sieneses pertenecientes a los Accademici Intronati, como Belisario Bulgarini (segundo libro) y Giacomo d\u2019 Franceschi en 1602, con el t\u00edtulo de \u201cI<em>eroglifici  overo commentari delle occulte significazioni degli Egizzi e d\u2019altre nationi<\/em>\u201d. Se impuso el ambiente cambiante espiritual y cultural, que modific\u00f3 el texto significativamente: el nombre del destinatario del segundo libro de Agostino Curione, el heterodoxo Theodor Zwinger, fue por esa causa sustituido por el del \u201cexcelent\u00edsimo m\u00e9dico y fil\u00f3sofo\u201d Agostino Gadaldino. Carecen los <em>Hieroglyphica<\/em> de una edici\u00f3n moderna: algunos fragmentos han sido incluidos en la antolog\u00eda al cuidado de Gennaro Savarese y Andrea Gareffi, <em>La letteratura  delle immagini nel Cinquecento, <\/em>Roma, Bolzani, 1980.<br \/>    El crecimiento lento aunque constante del  establecimiento del <em>corpus<\/em> iconogr\u00e1fico de Valeriano se liga al inter\u00e9s difuso, en el ambiente cultural  neoplat\u00f3nico, por los <em>Hieroglyphica <\/em>de Horapollo editados por vez primera en Venecia en 1505 por Aldo Manucio. La idea y elaboraci\u00f3n de la obra se produjo en parte en la Curia romana, donde el autor vivi\u00f3 los a\u00f1os decisivos de sus obras y proyectos literarios, entre 1510 y 1530. Tambi\u00e9n estuvieron presentes en ese tiempo sus diversas aproximaciones a la c\u00e1bala, bajo el cardenal agustiniano Egidio de Viterbo, quien se hab\u00eda vuelto un maestro de esta disciplina en Roma, asumiendo el rol de iniciador. La misma interpretaci\u00f3n simb\u00f3lica de las f\u00e1bulas antiguas, guardianas de una sabidur\u00eda rescatada, como el mito de Orfeo representando la imagen de Cristo, fue abordada por Piero Valeriano sobre el fundamento del hermetismo de Egidio.<br \/>    Todos los libros de los <em>Hieroglyphica<\/em> comienzan con una carta introductoria dedicada a un personaje relevante en la cultura contempor\u00e1nea, seguida de un tratado org\u00e1nico sobre el significado simb\u00f3lico de los objetos, piedras, plantas, animales, figuras geom\u00e9tricas, n\u00fameros, atributos mitol\u00f3gicos, expresiones de los hombres y fen\u00f3menos de la naturaleza, oportunamente elegidos en relaci\u00f3n al destinatario.<br \/> A Egidio de Viterbo, por ejemplo, le es dedicado el libro XVII, relativo a la cig\u00fce\u00f1a, s\u00edmbolo de piedad y vigilancia; a Achilles Bocchi el VII, sobre el ciervo, en el cual, remiti\u00e9ndose a una discusi\u00f3n tenida con el propio Bocchi sobre aquella especie de hombres que en lugar de apreciar a los amigos sinceros son m\u00e1s sensibles a los aduladores, escribe: \u201cYa uno de los principales jerogl\u00edficos y m\u00e1s apreciados por los egipcios era el del ciervo, que cuando quer\u00edan significase la ceguera de juicio, dibujaban con una zampo\u00f1a, para que preparando las tiendas, supiese el hombre de ingenio aquello de lo que primeramente deb\u00eda alejarse\u201d (Savarese-Gareffi, pp. 92-93)<a href=\"http:\/\/www.geocities.com\/gregorovivs\/pierio\/calitti-traduccion.htm?200621#_ftn1\" name=\"_ftnref1\" title=\"\"><\/a>. As\u00ed, a Jacopo Sannazo dedic\u00f3 el libro XX sobre el f\u00e9nix, con una interesante alusi\u00f3n a la inmortalidad de la poes\u00eda latina; a Sadoleto el XXI, sobre el azor s\u00edmbolo de la rapacidad que cubr\u00eda toda Europa, por m\u00e1s que se culpase de ello a la corte pontificia en particular, a Vittoria Colonna el XXII, sobre la paloma, s\u00edmbolo de fiel introspecci\u00f3n; a Angelo Colocci el XXIII, sobre el cisne, que, seg\u00fan el mito de Er, en la rep\u00fablica plat\u00f3nica, fue el animal en el que reencarn\u00f3 Orfeo, deviniendo as\u00ed en met\u00e1fora del canto po\u00e9tico.<br \/>Al dar una organizaci\u00f3n sistem\u00e1tica a material tan vasto atendiendo a los campos m\u00e1s diversos, Valeriano apuntaba a la creaci\u00f3n de un lenguaje constituido tan s\u00f3lo por im\u00e1genes, confundiendo el significado del jerogl\u00edfico egipcio con los s\u00edmbolos, en el sentido moral o emblem\u00e1tico. En su s\u00edntesis enciclop\u00e9dica reaviv\u00f3 las p\u00e1ginas de Horapollo reuniendo las obras naturales, hist\u00f3ricas y geogr\u00e1ficas de Arist\u00f3teles, Eliano, Solino, Pausanias, Plinio el Viejo. El esfuerzo combinatorio del humanista parece querer conjuntar, en un aut\u00e9ntico y propio universo simb\u00f3lico y artificial, todo el mundo antiguo, de Toth a Claudiano, de Hermes Trismegisto a San Agust\u00edn, mediante un \u201cdiscurso mudo concebido en la mente a trav\u00e9s de las im\u00e1genes de las cosas\u201d (\u201cmutam quandam orationem per rerum imagines mente concipiendam\u201d).<br \/>La fortuna de esta obra se inscribe dentro del enorme desarrollo que la literatura y la teor\u00eda de las im\u00e1genes tuvieron en el curso del siglo (una difusi\u00f3n particular con los tratados ligados a las empresas y los emblemas), transform\u00e1ndose en un veh\u00edculo extraordinariamente veloz y eficaz de los problemas religiosos, morales y pol\u00edticos.<br \/>Particular atenci\u00f3n amerit\u00f3 en Erasmo el \u201cenigma sententiae\u201d (\u201cEl enigma de la expresi\u00f3n\u201d): \u00abSi alguno conoce y penetra profundamente en la propiedades de las cosas singulares o en la esencia de la naturaleza particular de un animal cualquiera, podr\u00e1 al fin, perdido en la conjetura de aquellos s\u00edmbolos, alcanzar el sentido secreto de la expresi\u00f3n\u00bb (Erasmo de Rotterdam, Proverbiorum, Ferrariae, 1514, p. 154).<\/p>\n<h3 align=\"right\"><span>Floriana Calitti<\/span><\/h3>\n<h3 align=\"right\"><span>Traducci\u00f3n libre al espa\u00f1ol por:<br \/>    J. Francisco A. Elizalde<br \/>    Julio, 2006.<\/span><\/h3>\n<div>\n<div>\n<div align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.geocities.com\/gregorovivs\/pierio\/calitti-traduccion.htm?200621#_ftnref1\" name=\"_ftn1\" title=\"\"> <\/a> En el art\u00edculo: \u201cOra un principal geroglifico appresso gli Egiziani era questo del cervo, che volendo significare questa cecit\u00e0 di giudizio dipingevano il cervo allettato dalla zampogna, accioch\u00e9 se cotali lacci ne fosser tesi, sapesse l\u2019uomo d\u2019ingegno quello che dovesse principalmente fuggire\u201d.<br \/>En el original: \u201cPr\u00e6cipuum ver\u00f2 Cerui effe hieroglyphicu~ apud Aegyptios, vt fi hanc iudicij captiuitate~ indicare vellent, Ceruu~ fiftula illectu~ pingerent: vt fi qu\u00e6 huiufmodi tendicul\u00e6 pararentur, haberet fcitus homo quod fibi proponerte pr\u00e6cipu\u00e8 fugiendum\u201d. <\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<div class=\"wp-socializer wpsr-share-icons\" data-lg-action=\"show\" data-sm-action=\"show\" data-sm-width=\"768\"><h3>Share and Enjoy !<\/h3><div class=\"wpsr-si-inner\"><div class=\"wpsr-counter wpsrc-sz-32px\" style=\"color:#000\"><span class=\"scount\" data-wpsrs=\"\" data-wpsrs-svcs=\"facebook,twitter,linkedin,pinterest,print,pdf\"><i class=\"fa fa-share-alt\" aria-hidden=\"true\"><\/i><\/span><small class=\"stext\">Shares<\/small><\/div><div class=\"socializer sr-popup sr-count-1 sr-count-1 sr-32px sr-circle sr-opacity sr-pad\"><span class=\"sr-facebook\"><a data-id=\"facebook\" style=\"color:#ffffff;\" rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share.php?u=\" target=\"_blank\" title=\"Share this on Facebook\"><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i><span class=\"ctext\" data-wpsrs=\"\" data-wpsrs-svcs=\"facebook\"><\/span><\/a><\/span>\n<span class=\"sr-twitter\"><a data-id=\"twitter\" style=\"color:#ffffff;\" rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=%20-%20%20\" target=\"_blank\" title=\"Tweet this !\"><i class=\"fab fa-twitter\"><\/i><\/a><\/span>\n<span class=\"sr-linkedin\"><a data-id=\"linkedin\" style=\"color:#ffffff;\" rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/sharing\/share-offsite\/?url=\" target=\"_blank\" title=\"Add this to LinkedIn\"><i class=\"fab fa-linkedin-in\"><\/i><\/a><\/span>\n<span class=\"sr-pinterest\"><a data-pin-custom=\"true\" data-id=\"pinterest\" style=\"color:#ffffff;\" rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.pinterest.com\/pin\/create\/button\/?url=&amp;media=&amp;description=\" target=\"_blank\" title=\"Submit this to Pinterest\"><i class=\"fab fa-pinterest\"><\/i><span class=\"ctext\" data-wpsrs=\"\" data-wpsrs-svcs=\"pinterest\"><\/span><\/a><\/span>\n<span class=\"sr-print\"><a data-id=\"print\" style=\"color:#ffffff;\" rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.printfriendly.com\/print?url=\" target=\"_blank\" title=\"Print this article \"><i class=\"fa fa-print\"><\/i><\/a><\/span>\n<span class=\"sr-pdf\"><a data-id=\"pdf\" style=\"color:#ffffff;\" rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.printfriendly.com\/print?url=\" target=\"_blank\" title=\"Convert to PDF\"><i class=\"fa fa-file-pdf\"><\/i><\/a><\/span>\n<span class=\"sr-share-menu\"><a href=\"#\" target=\"_blank\" title=\"More share links\" style=\"color:#ffffff;\" data-metadata=\"{&quot;url&quot;:&quot;&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;excerpt&quot;:&quot;&quot;,&quot;image&quot;:&quot;&quot;,&quot;short-url&quot;:&quot;&quot;,&quot;rss-url&quot;:&quot;http:\\\/\\\/adastra.plgo.org\\\/?feed=rss2&quot;,&quot;comments-section&quot;:&quot;comments&quot;,&quot;raw-url&quot;:null,&quot;twitter-username&quot;:&quot;&quot;,&quot;fb-app-id&quot;:&quot;&quot;,&quot;fb-app-secret&quot;:&quot;&quot;}\"><i class=\"fa fa-plus\"><\/i><\/a><\/span><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Es una de las obsesiones [y razones] para que no me olvide del lat\u00edn que comenc\u00e9 a balbucear en 1989. 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